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 *Mentre aspettiamo che il MIA Fair riparta arriva il DAAM! 

TALLULAH STUDIO ART 

In collaborazione con 

ISORROPIA HOMEGALLERY 

Presenta il progetto fotografico 

di Patrizia Madau a cura di Rossella Farinotti 

PLAYTILES – THE ISTANT 

Fotografie di Donata Clovis, Donatella Izzo e Federica Angelino 

Dall’1 al 4 ottobre 2020 

ISORROPIA HOMEGALLERY 

Viale Beatrice D’Este 22, Milano 

Anteprima stampa: giovedì 1 ottobre 2020, dalle 10.30 alle 14.30 – RSVP 

Inaugurazione: giovedì 1 ottobre 2020 h 16 – 21 – su invito 

In occasione del DAAM (Dovevo andare al MIA), patrocinato da MIA Fair posticipata, a causa dell’emergenza sanitaria, a marzo 2021, Tallulah Studio Art , in collaborazione con Isorropia Homegallery, presenta dall’1 al 4 ottobre 2020 Playtiles – The Istant, un progetto fotografico che unisce e mette in dialogo i lavori di Donata Clovis, Donatella Izzo e Federica Angelino, tre artiste diverse tra loro per generazione, estetica e stile, accomunate dalla predilezione per la fotografia come mezzo narrativo e di indagine della realtà. Il file rouge che permette di avvicinare gli sguardi delle tre fotografe riguarda la ricerca sensoriale e lo sguardo documentaristico che caratterizza le loro fotografie, sia in modo intimista sia in una prospettiva di analisi della collettività. 

È la serie Playtiles di Donata Clovis a dare il nome all’intero progetto, un tributo all’artista scomparsa nel 2016. La serie si compone di una raccolta di 100 fotografie autobiografiche di piccolo formato: scatti rubati alla vita comunitaria nei luoghi attraversati dalla fotografa comasca. 

La sua ricerca fotografica testimonia un disagio interiore personale riflesso nella società, i suoi scatti sono molto reali e nitidi, in grado di trasmettere emozioni da angolazioni molto personali. Playtiles, è una selezione di on the road, ritratti e immagini personali, un mosaico che oltre l’intrinseca natura visiva divengono racconto verbale. 

Lo stile di Donatella Izzo è inquieto, simbolico, affidato a una tecnica composta che crea immagini metamorfiche. (NO) Portraits è una serie di figure femminili che nasce dalla volontà di indagare il ritratto come genere figurativo ponendolo in antitesi con il concetto classico di ritratto inteso come “copia”, rivisitato come “anti-ritratto”. La donna è al centro della ricerca di Donatella Izzo, la serie si configura come un omaggio alle donne vittime di violenza e come un appello al rispetto di se stesse. 

La fotografia di Federica Angelino documenta situazioni prese dalla vita reali presentate attraverso una prospettiva documentaristica molto vivida. Midtown, all’interno di questo progetto, è la fotografia che la rappresenta: un’immagine macro di occhi truccati che vuole riflettere sulla sfera quotidiana nell’interazione con “l’altro e la diversità”. L’identità artistica di Federica Angelino è incentrata sull’intimità del corpo e sulla ricerca antropologica delle culture. La sua artistica trae ispirazione dagli aspetti marginali dei contesti urbani e suburbani con un intento fortemente sociale. 

LE ARTISTE 

Donata Clovis (Como, 15 maggio 1977 – Milano, 8 luglio 2016). Laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, durante gli studi in accademia è inseparabile dalla macchina fotografica. Il suo sguardo sensibile e curioso, cattura in maniera inconsueta volti, anime e luoghi della metropoli meneghina e in giro per il mondo. Il lavoro di Donata Clovis abbraccia diverse discipline, tra cui il teatro, il cinema e la musica, fino all’incontro con le dottrine orientali. 

Dopo la laurea in scenografia, inizia a lavorare come fotografa nel mondo dei videoclip musicali e dei backstage cinematografici; contemporaneamente ottiene un master in fotografia di scena presso la Scala di Milano. Nel 2007 produce il suo primo lavoro teatrale Esito Infausto (musiche di Steve Piccolo e Gak Sato). Tra le collaborazioni più importanti il sodalizio umano e artistico con il regista Francesco Fei, insieme realizzano il video Pas de Deux, e con la giornalista Patrizia Massaia, per La Repubblica e l’inserto D oltre che la collaborazione con Elle Decor Italia. Fra gli altri artisti musicali ha collaborato per la parte fotografica del libro in pArte Morgan, edito da Eleuthera, e alle foto per la campagna di lancio del singolo Niente Paura di Ligabue. 

“La ricerca che sto portando avanti come artista-fotografa riguarda l’unità tra corpo – psiche – mente e l‘alterazione di questo naturale equilibrio nella malattia. Il mezzo per indagare sull’ argomento per me è da sempre la fotografia, con l’attenzione rivolta verso la visione sottile, ovvero come percepiamo noi stessi in stati alterati o in casi di non-coscienza della nostra condizione psicofisica o spirituale.” D.C. 

Donatella Izzo (1979) si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e inizia la sua carriera come pittrice ma presto la fotografia diventa il mezzo privilegiato attraverso cui costruisce un intero paradigma iconografico ricco di simbolismi e metafore, lontano da ogni intento didattico. 

Le sue opere richiamano atmosfere e sentimenti antichi, attraverso una composizione di linguaggi e sovrapposizioni di pratiche artistiche. Donatella Izzo ha partecipato a mostre collettive sia in Italia che all’estero tra le gallerie che ne hanno ospitato le opere: Beauchamp a Londra (2011), Angel Orensanz Foundation di New York (2013), Galeria Fotografi Miasta (Polonia- Rzeszòw, 2014), Akashi Gallery (Barcelona, 2014), Espacio 8 (Madrid, 2014) e Fabbrica del Vapore a Milano (2015). Nel 2019 espone a Palazzo Grillo di Genova con la mostra Other Identity a cura di F. Arena, a Palazzo Silva nella mostra La stanza in cui mi piace stare solo a cura di A. D’Amico. La personale Family Tree presso la Galleria LABottega di Pietrasanta a cura di F. Mutti (2017) la collettiva No-Face alla Kunsthalle di Lana (Bz) a cura di A. Tricoli (2018). Recentemente ha esposto a Wopart Lugano 2019 nell’ambito di una collettiva curata da Patrizia Madau (Tallulah Studio Art), e ha partecipato all’Arcus Pride Art Milan Exhibition 2019, (Studio Clifford Chance Milano), sempre curata da Patrizia Madau. 

Federica Angelino (1995) è una giovane artista visiva nata a Milano, dove si è formata alla Nuova Accademia di Belle Arti, NABA, per poi frequentare l’Istituto Marangoni a Miami. La ricerca di Federica è incentrata sul corpo, le relazioni di interazione e sul paesaggio, sia urbano che naturale. Lavora con fotografie, oggetti, impronte e installazioni. Dal 2014 ha presentato azioni, documentate fotograficamente tese a visualizzare mondi astratti. 

Ha partecipato a Wopart Lugano 2019 collettiva curata da Patrizia Madau – Tallulah Studio Art, e nello studio Clifford Chance a Milano in occasione della mostra Arcus Pride Art Milan Exhibition 2019 curata sempre da Patrizia Madau – Tallulah Studio Art. Collabora con la rivista Newyorkese Whitewall: contemporay Art and Lifestyle magazine. Negli anni ha esposto in Fondazione Adolfo Pini e alla Fabbrica del Vapore a Milano. 

DAAM 

Parte una nuova iniziativa con il patrocinio di MIA Fair (Milan Image Art Fair- miafair.it) per colmare il vuoto di questo 2020 atipico, un hub per promuovere la fotografia d’autore. MIA Fair è la prima e più importante Fiera d’arte dedicata alla fotografia e all’immagine in movimento in Italia, nata con l’obiettivo di evidenziare il ruolo trasversale che questo mezzo ha assunto tra i linguaggi espressivi dell’arte e del sistema dell’arte contemporanea. Come fare per non perdere occasione di vedere, anche quest’anno, gli interessanti progetti fotografici proposti dalle gallerie fotografiche di Milano e i lavori dei più importanti autori moderni e contemporanei? DAAM racchiude i programmi delle gallerie per quattro giorni di aperture straordinarie dall’1 al 4 ottobre, eventi in totale sicurezza e possibilità di tornare ad avvicinarsi al mondo del collezionismo fotografico e dello studio dei linguaggi visivi moderni. 

TALLULAH STUDIO ART 

Tallulah Studio Art nasce nel 1999 su iniziativa di Patrizia Madau mente creativa, consulente di arte, design e fotografia. Da sempre alla ricerca di giovani talenti emergenti, dedica attenzione alle proposte delle nuove generazioni, promuovendo forma e materia nel design e nell’arte contemporanea in ogni sua espressione. 

La forza che contraddistingue Tallulah Studio risiede nella sua continua evoluzione estetica e nella capacità di esprimere sempre concretamente i risultati di una ricerca costante, rispettando le diversità in ogni loro espressione. Tallulah Studio Art ama stuzzicare l’appetito dei collezionisti proponendo opere di indiscussa creatività e valenza artistica e si impegna inoltre a facilitare i primi passi dei nuovi acquirenti nel mondo dell’arte. 

Da segnalare, tra i recenti lavori della galleria, la mostra sul tema “Change – The Imaginative cell” a supporto della comunità LGBT in collaborazione con Arcus Pride Art Milano – per Clifford Chance. 

Tallulah Studio collabora con giovani artisti presenti nel recente panorama internazionale come Donatella Izzo, Federico Unia, Donata Clovis, Federica Angelino, Patrick Corrado, Riccardo Bonfadini, Floris Andrea, Ian Gamache, Fabio Roncato, Andrea Milano, Maria Giovanna Morelli, Donata Clovis, Daria Dziecielewska Mc Douglas, Jono Nussbaum, Jordi Suñé Ferrús, Furio Agiman, Claudio Magrassi, Michele Ardito, Mauro Vettore, Giampiero Gasparini. 

ISORROPIA HOMEGALLERY 

I.H. Associazione culturale no profit ha come scopo quello di promuovere e favorire la diffusione e la conoscenza dell’arte nel campo delle arti figurative, espressive e multimediali, perseguendo esclusivamente il fine di utilità sociale, tramite l’ideazione, l’organizzazione e la gestione di progetti culturali, artistici e di sensibilizzazione alla fruizione dell’arte. Oggi le aziende per sopravvivere nel mercato hanno la necessità di creare, di sviluppare e di divulgare la loro identità. 

L’arte, intesa come rappresentazione e comunicazione, è un mezzo ideale per le aziende per divulgare i propri prodotti o i servizi offerti. Una collezione di arte aziendale, un progetto di arte all’interno degli spazi aziendali e una sponsorizzazione di mostre e di eventi culturali ed artistici permettono alle aziende di ottenere benefici in ambito di brand awareness, di comunicazione, di marketing, di innovazione, di etica aziendale, di formazione dei propri dipendenti, ecc… Isorropia Homegallery offre l’opportunità alle aziende di interfacciarsi nel mondo dell’arte. 

www.isorropiahomegallery.com 

INFORMAZIONI 

ISORROPIA HOMEGALLERY 

Viale Beatrice D’Este 22, Milano 

1-4 Ottobre 2020 

Anteprima stampa: giovedì 1 ottobre 2020, dalle 10.30 alle 14.30 – RSVP 

Inaugurazione: giovedì 1 ottobre 2020, dalle 16 alle 21, su invito, con registrazione 

Orari di visita dalle 16 alle 20, previa registrazione 

Contatti: patriziamadau@tallulahstudioart.com | info@isorropiahomegallery.com 

www.isorropiahomegallery.com 

@tallulahstudioart @isorropiahomegallery 

MIA PHOTO FAIR Super Studio Maxi via Moncucco 30, Milano 25 – 28 marzo 2021 

Preview 25 Marzo 18.00 – 21.00 

miafair.it 

Tallulah Studio Art Piazzale Baiamonti, 3, 20154 Milano MI 

tallulahstudioart.com 

Press 

Studio Battage, Milano | +39 02 38261753 

Margherita Baleni | margherita.baleni@studiobattage.it | +39 347 4452374 

Arianna Lomolino | arianna.lomolino@studiobattage.it | +39 349 7269693 

COLORE E FORMA

ART JOURNEY, UN PROGETTO DI COPERNICO 

ISORROPIA HOMEGALLERY

presentano

COLORE E FORMA

di PIERO FIGURA


dal 22 settembre al 20 novembre 2020

Copernico Clubhouse Brera

Foro Buonaparte 22 Milano

Open Day 22 settembre 2020 dalle 16, alle 20

Ingresso solo su registrazione: art@coperni.co


Nel XIX° secolo, in Gran Bretagna, operai industriali provocarono una significativa repressione. Danneggiando duramente le macchine di produzione e fermando volontariamente la riproducibilità tecnica, gli operai evolsero il loro stato da lavoratore subordinato a libero individuo. Questo atto ”performativo” sintetizza l’evoluzione di artisti e designer che hanno trasformato le loro opere in fondamenti di produzione industriale nell’epoca capitale, coese alla creatività autonoma del singolo. La pratica artistica, appropriandosi delle tecniche industriali, si trasformò, sempre di più, in un ibrido producendo artisti-designer e designer che diventano artisti. All’inizio del ‘900 con l’affermarsi della produzione meccanizzata iniziarono i primi esperimenti d’ibridazione. Marcel Duchamp con i suoi ready made trasformò oggetti di uso comune in oggetti di contemplazione eliminando la loro funzione di prodotti seriali a opere d’arte. Nel 1935 Fausto Melotti si avvicina al prototipo industriale, Lucio Fontana nel 1946 attraverso il suo Manifiesto Blanco propone un’arte innovativa a più dimensioni che include lo spazio e il tempo; Fontana collabora con Osvaldo Borsani, evento che aiuta a divulgare la progettazione applicata all’industria. In questi anni spicca, inoltre, il designer Marcello Nizzoli che da un passato legato alla pittura realizza dei prodotti industriali innovativi. Anche le avanguardie futuriste contribuirono notevolmente alla procreazione del design, basta pensare al profondo legame tra architettura e pittura di Klee, Mondrian, Kandinskij e molti altri. Questa collaborazione tra arte e architettura non è sempre stata compresa: designer e l’artista sono di per sé due figure agli antipodi. L’artista dal canto suo realizza dei lavori unici con funzioni spesso politiche, mistiche e che non hanno la finalità di essere apprezzate dalla massa. Al contrario, il designer lavora per la massa, si basa sulla funzionalità e l’estetica. Munari affermò che il design non dovrebbe avere uno stile personale ma inventarne di differenti a seconda di quello che intende comunicare. A differenza dell’artista, che deve essere riconosciuto tramite il suo stile, gli obiettivi del designer sono capire la qualità del prodotto e trovare un’immagine che comunichi quella qualità. Non c’è dubbio che l’unione di queste due discipline non sia semplice, molti però con le loro produzioni e il loro ingegno hanno saputo eccellere contemporaneamente in entrambe. “L’arte è un’idea che ha trovato la sua perfetta espressione visiva. E il design è il veicolo con cui questa espressione è resa possibile” Paul Rand

Immaginatevi un mondo fantastico dove l’ironia abbraccia il decoro e dove la cultura delle masse si fonde al virtuosismo, questo e molto altro è Piero Figura nato a Brindisi, cittadino Milanese da diversi anni, designer multidisciplinare che ama sorprendere con il suo ”teatro dell’infanzia”, quasi a invitarci ad evadere dalla più banale delle realtà. La designer Rossella Bisazza sostiene che la decorazione coincida con una visione teatrale della scena e che racconti una storia, Figura rappresenta perfettamente questo concetto. Con i suoi manufatti fantastici crea sogni surreali valorizzando l’espressività dei materiali utilizzati. Gioca con maestria con il tessuto, il vetro, il metallo, dalla carta all’oro conquistando molte tra le più illustri agenzie di moda e di design. Figura non imprigiona i suoi lavori nella loro condizione da ”oggetti di design”, preferisce renderli unici, eliminando la produzione in serie. Questo lo rende un designer inconfondibile. Celeberrime sono le sculture in vetro disegnate per Seguso. Durante il corso degli anni non ha dimenticato il suo primo amore, ovvero quello della pittura. Le sue opere pittoriche eliminano una buona parte del decoro per giocare con nuovi elementi. Nella serie Lanzarote si avvicina alla natura, avvolgendo figure che ricordano cactus con drappeggi colorati, quasi a nascondere la loro vera natura e trasportandoci a nuove visioni di lettura. Le opere di Figura esaltano la fantasia irrompendo sulla monotona perfezione delle linee modernistiche del design contemporaneo.

La mostra fa parte di Art Journey il percorso, curato da Giorgia Sarti – fondatrice di diverse Gallerie d’arte tra cui Whitelight Art Gallery – in collaborazione con Copernico che si sviluppa nell’organizzazione di mostre, eventi e iniziative culturali. Un riconoscimento del ruolo dell’arte e della creatività che va oltre le logiche note, verso una collisione tra due differenti linguaggi che genera una nuova dimensione, in cui l’impresa e il mondo del lavoro si arricchiscono di nuovi contenuti e di un moto creativo che porta innovazione e idee avveniristiche. Arte come prezioso valore aggiunto al vivere quotidiano, che permette di approcciare temi trasversali ed eterogenei tra loro, creando un dialogo multidisciplinare a sostegno della crescita delle persone e delle imprese. Copernico amplia così gli orizzonti dell’esperienza lavorativa quotidiana
aprendo i suoi spazi ormai da diversi anni all’arte e alla cultura. Allo stesso tempo, artisti e operatori dell’arte entrano in contatto diretto con il mondo dello smart working, all’interno di un’impresa aggregatrice di altre imprese e acceleratrice di innovazione, dialogando a stretto contatto con un pubblico aperto e in sintonia con i linguaggi propri dell’arte e della creatività.

Copernico è una rete di luoghi di lavoro, uffici flessibili e servizi che favoriscono lo smart working e la crescita professionale e di business di freelance, professionisti, start-up e aziende, grazie alla condivisione di risorse, conoscenza, alla contaminazione di idee e al networking in un ambiente caratterizzato da stile, design ed esperienza unici. Oltre 6.000 professionisti utilizzano quotidianamente gli spazi di Copernico come sede di lavoro e luogo preferenziale per meeting e organizzazione di eventi. www.coperni.co.


Isorropia Homegallery, associazione culturale no profit ha come scopo quello di promuovere e favorire la diffusione e la conoscenza dell’arte nel campo delle arti figurative, espressive e multimediali, perseguendo esclusivamente il fine di utilità sociale, tramite l’ideazione, l’organizzazione e la gestione di progetti culturali, artistici e di sensibilizzazione alla fruizione dell’arte. Oggi le aziende per sopravvivere nel mercato hanno la necessità di creare, di sviluppare e di divulgare la loro identità. L’arte, intesa come rappresentazione e comunicazione, è un mezzo ideale per le aziende per divulgare i propri prodotti o i servizi offerti. Una collezione di arte aziendale, un progetto di arte all’interno degli spazi aziendali e una sponsorizzazione di mostre e di eventi culturali ed artistici permettono alle aziende di ottenere benefici in ambito di brand awareness, di comunicazione, di marketing, di innovazione, di etica aziendale, di formazione dei propri dipendenti, ecc.. Isorropia Homegallery offre l’opportunità alle aziende di interfacciarsi nel mondo dell’arte. www.isorropiahomegallery.com.


Art direction invito web: Giovanni Aponte

Grafica invito web: Lasta Glaring Gleam

Redazione comunicato stampa: Gilda Li Rosi


Informazioni utili

Anteprima stampa 22 settembre 2020
dalle 10.30 alle 14.30 – RSVP
Inaugurazione 22 settembre 2020
dalle 16 alle 20 solo su invito, tramite registrazione
In mostra dal 22 settembre al 20 novembre 2020
Sede : Copernico Clubhouse, Foro Buonaparte 22 Milano
Contatti : art@coperni.co
Orari : solo su appuntamento, previa registrazione

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#copernicowork
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#isorropiahomegallery

Ufficio stampa Copernico

Francesca Zuffi
+39 349 9086242
francesca.zuffi@coperni.co

Mara Linda Degiovanni
+39 349 6224812
maralinda.degiovanni@ddlstudio.net

Laura Cometa
+39 3271778443
laura.cometa@ddlstudio.net

Marta Menegon
+39 347 5810150
marta.menegon@gmail.com

SPAZIO, FORMA, CONCETTO

Spazio, Forma, Concetto è il titolo della mostra che inaugura la nuova stagione della Fondazione Kenta, con sede a Milano.

Un titolo molto asettico, sobrio, quasi generico, ma in realtà molto preciso e puntuto: un artista si misura con lo spazio espositivo, qualunque esso sia, che gli ispira forme attraverso le quali viaggiano i concetti, i pensieri visivi che trovano verifica nello sguardo e nella mente dell’osservatore.

Di fatto, la collettiva così indicata nasce semplicemente dall’incontro fra lo spazio e alcuni artisti che subito si sono sentiti stimolati dalla sua specificità. L’origine della Fabbrica Sassetti, in cui ha sede la Fondazione Kenta è industriale; ora ristrutturato per diventare un luogo di attività culturale e sociale, aperto alla collettività, esso lascia però visibili le tracce delle sue funzioni originarie, quelle di uno spazio di lavoro. È proprio questo permanere della memoria, della storia del luogo che ha interessato gli artisti, da sempre affascinati dal “riuso” estetico di luoghi a suo tempo pensati per altri scopi.

Gli artisti sono dapprima due, Sergio Limonta e Filippo Manzini, scultori, che pensano sempre e realizzano le proprie opere in funzione dello spazio che le ospiterà; nel loro caso, la scultura si “apre” allo spazio, rispettando le sue specificità e anzi rivelandole, e rinuncia alla sua stessa pienezza volumetrica, quasi destrutturandosi.

Poi gli artisti sono diventati quattro, perché i primi due si sono voluti confrontare con due esponenti di rilievo della generazione a loro precedente, Federico De Leonardis e Hidetoshi Nagasawa.

De Leonardis da sempre “abita” lo spazio con i suoi interventi, non necessariamente tridimensionali, segnandolo anche marcatamente e se necessario mutando l’aspetto dell’opera, pur di sondare tutte le possibili relazioni di senso create da questo rapporto.

Nagasawa è il riconosciuto maestro di simili percorsi della scultura, dove l’opera diviene una relazione, spesso ardita, di equilibri fra forze contrapposte. In lui, la scultura sembra perdere peso proprio quando i materiali impiegati e le dimensioni annunciano tutto il loro “pondus”.

La sua presenza in mostra vale per noi tutti anche come omaggio al maestro scomparso.

La Fondazione Kenta apre dunque la nuova stagione con una mostra dove il “tema” trattato è la Fondazione stessa, la sua storia e la sua architettura, reinterpretata dagli artisti. Viene coinvolto il suo passato e se vogliamo anche il suo futuro, la sua apertura pensata come offerta alla collettività di nuovo spazio di elaborazione culturale.

La mostra è curata dal Giorgio Verzotti e sarà accompagnata da un catalogo, pubblicato da Peruzzo Industrie Grafiche, che documenterà l’installazione delle opere negli spazi della Fondazione Kenta.

Con il contributo di Isorropia Homegallery, associazione culturale no profit.

Fondazione Kenta, avviata da Marco e Giorgio Alverà insieme ai loro cugini per rendere omaggio alla loro nonna, Kenta Alverà – scrittrice, storica e attivista per i diritti delle donne, Fondazione Kenta è una piattaforma non profit per connettere persone, energie e idee a sostegno dell’arte, della cultura, della sostenibilità ambientale, e dell’educazione.

Dal 2019, la Fondazione, che trova sede nella Fabbrica Sassetti, ex stabilimento industriale tessile nel cuore del quartiere Isola di Milano, porta avanti una serie di attività volte a promuovere l’incontro tra artigiani della cultura, artisti, e cittadini del quartiere Isola e di tutta Milano per approfondire le interconnessioni tra persone. La Fondazione è anche impegnata a livello sociale con iniziative per la lotta alla povertà educativa.

www.fondazionekenta.org

Isorropia Homegallery, associazione culturale no profit ha come scopo quello di promuovere e favorire la diffusione e la conoscenza dell’arte nel campo delle arti figurative, espressive e multimediali, perseguendo esclusivamente il fine di utilità sociale, tramite l’ideazione, l’organizzazione e la gestione di progetti culturali, artistici e di sensibilizzazione alla fruizione dell’arte.
www.isorropiahomegallery.com


Informazioni utili

Anteprima stampa
5 ottobre 2020, dalle 10.00 alle 13.00 – RSVP

Open Day 
5 ottobre 2020 dalle 15.00 alle 21.00 solo su invito
tramite registrazione

In mostra   
Dal 5 ottobre al 5 dicembre 2020

Sede 
Fondazione Kenta, via Sassetti, 31 Milano

Contatti
info@isorropiahomegallery.com
info@fondazionekenta.org

Orari 
Dal 06 ottobre 2020 ogni martedì, giovedì e sabato dalle 16.00 alle 20.00
su appuntamento

Instagram
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#isorropiahomegallery
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#fondazionekenta

RESURRECTIO

Dal 07 settembre al 18 ottobre 2020
nella sede di Villa Clerici a Milano
GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e ISORROPIA HOMEGALLERY presentano

RESURRECTIO
Opere di AGOSTINO ARRIVABENE

La mostra dal titolo “Resurrectio”, curata da Luigi Codemo, organizzata dalla raccolta museale GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e Isorropia Homegallery, presenta 15 opere dell’artista Agostino Arrivabene.

Al centro della mostra quattro grandi tele: il trittico Resurrectio Christi (2011, 200×369 cm) che, partendo da una reinterpretazione del Cristo Morto del Mantegna, contempla l’evento della risurrezione fermandosi sulla soglia dei primi istanti di questo mistero; e il grande telero Anastasis (2011, 320×300 cm) che traduce in immagine la luce che ha impresso l’icona per eccellenza di Cristo: la sindone. In precedenza, queste quattro opere sono state esposte solo una volta nel 2016 nella Casa del Mantegna a Mantova. La loro grandezza richiede spazi adeguati che le sale della settecentesca Villa Clerici possono ora nuovamente offrire a questi capolavori.

L’intero percorso espositivo sviluppa con opere inedite il tema del corpo, con le sue ferite ma anche la capacità di trasformazione e di rinascita, come luogo privilegiato per esplorare il linguaggio del sacro. Linguaggio che Agostino Arrivabene sa tessere attraverso una grande sapienza e padronanza tecnica. Oltre alle opere ad olio su tela, la mostra espone dipinti su tavola, su legno fossile, su seta. Estremamente raffinati sono i lavori che vedono l’utilizzo della tecnica dell’encausto a freddo, metodo difficile da vedere oggi e che l’artista ha recuperato dall’oblio del tempo sulla base dei testi antichi di Plinio il Vecchio.

La mostra ospitata nelle sale del piano nobile di Villa Clerici affianca la collezione GASC, una delle maggiori raccolte di arte sacra del ‘900 e contemporanea. Alcuni dei gessi della collezione arricchiscono il percorso espositivo dialogando con le opere di Arrivabene.

La mostra “Resurrectio” costituisce la prima collaborazione tra la raccolta museale GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei e Isorropia Homegallery (associazione culturale no profit) nel comune intento di esplorare i linguaggi dell’arte contemporanea.

Milano, 25 giugno 2020

“RESURRECTIO”

a cura di Luigi Codemo
Sede della mostra:
GASC | Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei | Villa Clerici, Milano, via Terruggia 14

Open day 7 settembre 2020 dalle ore 12.00 alle 21.00

07 settembre – 18 ottobre 2020

Orari:

giovedì, 14.30-17.30; venerdì, 14.30-17.30; sabato 14.30 – 18.00

Calendario di aperture straordinarie domenicali con visite guidate e laboratori su www.villaclerici.it

Biglietto unico (museo + mostra): €5,00; scuole e parrocchie: €3,00; ingresso gratuito con la carta Abbonamento Musei.

Con il sostegno di Francesco Robbiati, private banker e di Fondazione Peruzzo.

Informazioni:
GASC
tel. 02 6470066 edu.gasc@villaclerici.it www.villaclerici.it

ISORROPIA HOMEGALLERY

info@isorropiahomegallery.com

www.isorropiahomegallery.com

SEMITA LUMINIS

When half way through the journey of our life I found that I was in a gloomy wood, because the path which led aright was lost. And ah, how hard it is to say just what this wild and rough and stubborn woodland was, the very thought of which renews my fear!
So bitter ’t is, that death is little worse; but of the good to treat which there I found, I ’ll speak of what I else discovered there.

Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, Canto I

The exhibition SEMITA LUMINIS curated by ISORROPIA HOMEGALLERY at
Luisa Catucci Gallery in Berlin, presents the work of the Italian painter Maurizio L’Altrella and the Italian sculptor Matteo Lucca.
In Latin “Semita Luminis” means Path of Light, intended both physical and metaphysical. Being both L’Altrella and Lucca strongly fascinated by archaic spiritual philosophies, the death-life cycle and its bond with sensuality, sexuality, and fertility – not as mere human necessities, but as philosophical concepts ruling the whole existence – the exhibition displays a series of works dwelling on existential matters, investigating the consciousness, without sparing its dark sides, but leading inevitably to a bright and light outlet.

The transience implicit in the material chosen by Matteo Lucca for his sculptures, the bread, even if treated to resist long in time, it is truly an homage to ephemerality, intended as perpetual creative process where nothing ends, but transforms, in the eternal dance of cosmic life and creation. A proper Heraclitan Panta Rhei.

The artist idea of creating by himself his material by mixing flour, salt and water, and the choice to center his work around the human figure, enriches Lucca’s work with the metaphorical symbol of Creation, with the artist investing the role of the Creator self, making the whole the process to be very close to a religious ritual.

The artist’s fascination for ancient Etruscan art and death rituals is quite evident in the aesthetic result of his work, even if the decorations the Etruscan used to enrich their tombs with, are substituted by the artist with the strong symbology bread gained in time, and its very high social, economic and humanistic significance, as to underline the intrinsic high value and potential of every human being.

Maurizio L’Altrella takes his Inspiration by the old Masters of Art History, and like Rubens he excels in the art of setting his figures in motion, questioning the infinite potential and possibilities of human mind, and its deep secrets and symbols. The color palette chosen by the Italian painter underlines his psychological explorations of the human mind, represented by the archetypical subjects of his paintings. Subjects that turn out to often be supernatural and spiritual beings, as best representation of the yearned spiritual growth that humanity gasp since the beginning of times. The romantic fear of facing the demons poisoning the existence, gets intertwined with the idealization of the archetypical figure, resulting in macabre paintings where the unsettling feeling caused by the exploration of the dark recesses of psychology becomes the real subject, as if Francis Bacon and Hery Fuseli decided to join forces in their attempt of depicting the soul’s conflicts in its metaphorical walk through a Semita Luminis.

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura! Tant’è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai, dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.

Dante Alighieri
Divina Commedia, Inferno, Canto I

La mostra SEMITA LUMINIS a cura della ISORROPIA HOMEGALLERY di Milano presso la Galleria Luisa Catucci di Berlino, presenta il lavoro del pittore italiano Maurizio L’Altrella e dello scultore italiano Matteo Lucca.
In latino “Semita Luminis” significa Sentiero della Luce, inteso sia fisicamente che metafisicamente. Essendo sia L’Altrella che Lucca fortemente affascinati dalle filosofie spirituali arcaiche, dal ciclo della vita della morte e dal suo legame con la sensualità, la sessualità e la fertilità – non come meri bisogni umani, ma come concetti filosofici che governano l’intera esistenza – la mostra presenta una serie di opere che si soffermano su questioni esistenziali, indagando in profondità nella coscienza umana, senza risparmiarne i lati oscuri, ma portando inevitabilmente ad uno sbocco luminoso.

La caducità implicita nel materiale scelto da Matteo Lucca per le sue sculture, il pane, anche se trattato per resistere a lungo nel tempo, è davvero un omaggio all’effimero, inteso come processo creativo perpetuo dove nulla finisce, ma si trasforma, nell’eterna danza della vita cosmica e della creazione. Un vero e proprio ​Panta Rei​ eracliteo.
L’idea dell’artista di creare da solo la sua materia mescolando farina, sale e acqua, e la scelta di concentrare il suo lavoro sulla figura umana, arricchisce l’opera del Lucca della simbologia metaforica della Creazione, dove l’artista investe il ruolo del Creatore stesso, rendendo l’intero pressoché un rituale religioso.

Il fascino dell’artista per l’arte antica etrusca e per i rituali della morte è evidente nel risultato estetico del suo lavoro, anche se le decorazioni con cui gli etruschi arricchiscono le loro tombe vengono sostituite dall’artista con la forte simbologia che il pane ha acquisito nel tempo, ed il suo altissimo significato sociale, economico e umanistico, a sottolineare l’intrinseco alto valore e le potenzialità di ogni essere umano.

Maurizio L’Altrella si ispira agli antichi Maestri della Storia dell’Arte, e come Rubens eccelle nell’arte dare un senso di moto alle sue immagini, mettendo in discussione leinfinite potenzialità e possibilità della mente umana ed i suoi profondi segreti e simboli. La tavolozza di colori scelta dal pittore italiano sottolinea le sue esplorazioni psicologiche, rappresentate dai soggetti archetipici dei suoi dipinti. Soggetti che si rivelano spesso come esseri soprannaturali e spirituali, migliore rappresentazione dell’agognata crescita spirituale che l’umanità anela fin dall’inizio dei tempi. La paura romantica di affrontare i demoni che avvelenano l’esistenza si intreccia con l’idealizzazione della figura archetipica, dando vita a dipinti macabri dove il sentimento inquietante causato dall’esplorazione degli oscuri recessi della psicologia diventa il vero soggetto, come se Francis Bacon e Hery Fuseli decidessero di unire le loro forze nel tentativo di rappresentare i conflitti dell’anima nella sua metaforica passeggiata attraverso un ​Semita Luminis.​