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CAELO ORTIFICE

Caelo Ortifice, è il titolo della mostra. Abbiamo volutamente ripreso una dicitura “errata”, posizionata su una parete della chiesa che, a nostro avviso, ben rappresenta l’insieme delle opere selezionate.

Vi aspettiamo per condividere le nostre scelte.

Quest’anno abbiamo deciso di aprire la nostra abitazione per ospitare opere di artisti contemporanei. Abbiamo selezionato delle opere, dipinti e sculture, che si innestano con armonia e naturalezza all’interno del nostro ambiente.

AGOSTINO ARRIVABENE

Rivolta d’Adda, 1967.

L’arte di Agostino Arrivabene è colta, intrisa di simboli, ispirata sia dalla mitologia classica, sia dai Maestri del XV-XVI secolo (Leonardo, Dürer, Bosch) e del passato più recente da Moreau, Redon, Ernst. Le opere di Arrivabene, realizzate con maestria e dovizia di particolari sono colme di archetipi e di messaggi velati. La sua arte si presenta come estrema resistenza dell’arte figurativa che non è morta: una pittura intesa come potenza spirituale, esistenziale e storica collocata nella contemporaneità.

MAURIZIO L’ALTRELLA

Sesto San Giovanni, 1972.

La pittura di L’Altrella si incentra nella trasfigurazione mistica di animali, nella scena di elementi antropomorfi in via di apparizione e nella reminiscenza umana, o meglio, quasi-umana: nel passaggio dall’ambito non-umano a quello quasi-umano. Il mondo di L’Altrella rielabora figure leggendarie della cultura greca e germanica, che assolvono alla funzione fortemente simbolica di “ponte” fra terra e cielo.

MATTEO PUGLIESE

Milano, 1969.

Extra Moenia sono sculture, prevalentemente in bronzo, raffiguranti uomini che tentano una dolorosa rinascita attraverso una lotta con una materia-muro che li imprigiona, che impedisce loro di vivere, di crescere, di esprimersi. Un messaggio di incoraggiamento e spinta verso la possibilità di fuoriuscire da un problema o da uno stato di disagio. I Custodi sono sculture principalmente in bronzo e terracotta. Presenze imponenti e tondeggianti ispirate a diverse culture, piedi enormi, visi decisi e sguardi consapevoli, figure di rassicurante corporeità in cui le armi e le corazze diventano la metafora di una raggiunta sicurezza interiore. Gli Scarabei sono sculture in bronzo, in ceramica, con l’aggiunta di piccoli oggetti del passato che rievocano il ricordo della età giovanile.

HELIDON XHIXHA

Durazzo, 1970 

La produzione artistica di Helidon Xhixha trae origine dalla luce e dai riflessi. La durezza e la resistenza dell’acciaio sono modellate attraverso piegature ed estroflessioni tramite le quali l’artista si confronta con la sfida più ardua: dare forma alla luce attraverso il depositarsi continuo di piccole impronte che vanno a comporre l’opera. I bassorilievi, gli altorilievi e perfino le opere monumentali sono espressione di una antitesi: composta da luce e da ombra, da positivo e negativo e da pieno e vuoto. In ognuno di questi casi si assiste alla magia della coesistenza degli opposti, di due elementi costitutivi del mondo. Nelle opere di Xhixha vi è la totale assenza di figurazione e l’adesione a un linguaggio tipico delle ricerche informali del secondo novecento. La forma stessa della scultura diventa secondaria, quasi superflua nel suo diventare mimetico, mentre assume invece un ruolo primario la sua capacità specchiante, la sua disponibilità ad offrirsi come strumento di “riflessione”.

VERKLÄRUNG

La mostra che vi accoglie rappresenta l’incontro tra la ricerche espressive di due artisti contemporanei attivi in Italia e all’estero: Andrea Mariconti e Luigi Massari.

Il tema della Natura è il terreno comune sul quale si innesta il loro dialogo creativo. Natura intesa non solo in senso romantico, ma piuttosto in un’ottica antropocentrica e domestica, che segna una separazione dell’individuo dalla dimensione naturale più selvaggia e incontaminata.

Già in epoca preistorica l’uomo ha rappresentato elementi del regno naturale: mandrie di bisonti, cervi e cavalli in una folle e sciamanica corsa circolare come a Lascaux, in cui però è sempre l’occhio umano ad essere al centro di questo osservatorio magico.

Da secoli viviamo come separati dal regno naturale, ma il canto seducente di quelle origini ci chiama a sé costantemente. Osserviamo l’ambiente attraverso il filtro della scienza e il nostro sguardo non è dissimile da quello che Goethe descrive nel suo Viaggio in Italia: da tempo la Natura è il giardino che l’uomo ha addomesticato, che ha piegato alle proprie esigenze, trasfigurandone le forme in un’ombra, solamente un riflesso di quell’antica e perduta simbiosi con il pianeta Terra.

Questo atto di trasfigurazione (in tedesco Verklärung) del mondo naturale si manifesta come azione volontaria di trasformazione dell’apparente, in cui le forme naturali si caricano di nuovi sensi mentre vengono domate attraverso lo sguardo consapevole degli artisti.

E non è infine l’arte stessa il più nobile e complesso atto di trasfigurazione della realtà? Un modo per rileggere il mondo naturale attraverso uno sguardo cosciente, riscrivendone il presente attraverso il filtro della tradizione e della contemporaneità.

 

ANDREA MARICONTI

 

Painter and sculptor. Graduated at the Accademia di Belle Arti di Brera, major in visual arts and scenography. Between 2005 and 2006 he has been in Kosovo teaching art therapy to childs victims of war traumas and he has been teacher to a disabled students school of drama. In 2005 he attend to an Anselm Kiefer workshop, during the setting up of the Seven Heavenly Palaces at the Hangar Bicocca in Milan. Since from 2009 he has conducted a wide range of experience of laboratories in the social health sector, in Italy and South Africa (orphans, psychiatry, oncology, kids with relation problems). In 2015 he conducted a project for the Universal Exposition Fair hosted in Milan, Italy, focusing on a new dynamic experience about the Diocesano Museum in Milan (Kanon Mouseion).

Since the first exhibition in 2004 he is represented in the most important International art fairs (Basel, Berlin, Tai Pei, Karlsruhe, Strasbourg). In 2011 he wins the Best of Show at the UNESCO International Bioethics Art Prize. From 2018, he is holder of the chair of Visual Art and Painting at the Santa Giulia Accademy, Brescia (IT). Founder of www.animuladesign.com, he collaborates, for the sculpting scope, with the  historical lost-wax-bronze foundry Allanconi (Bolzone IT). He works with natural materials (ashes – phytolacca – coal – wax – copper – bronze – petroil – raw soil ), the only colour he uses in his paintings is ‘white’. His work is about exploration of materials, in a wide view including all Art History, exploring their expressive and conceptual properties and their transmutation.   

 

PRIZES AND AWARDS

 2011 – winner of 1st Prize UNESCO International Bioethics Art Competition – Texas, USA

2003 – winner of San Fedele Prize – Milan, Italy

 

SELECTED EXHIBITIONS

2018

SPIELEN MIT GEISTERN| PLAYING WITH GHOSTS, curated by P. Rondini, L.Catucci Gallery, Berlin

2016

KANON III HALOS, curated By M.G.Melandri, MAG Museum – Magazzini del Sale, Cervia (IT)

2015

KERAMOS, curated by G.I.Sidola, Federico Rui Arte Contemporanea, Milan (IT)

KANON I HABITAT MOUSEION, curated by G.I.Sidola and A. Spadaro S.I., Museo Diocesano, Milan EXPO 2015 IT

2014

ATTRACTION, curated by A.Redaelli, Galleria Punto sull’Arte, Varese

2013

KANON, curated by E.Beluffi, Galleria Federico Rui, Milan

2012

STORIA NATURALE, curated by E.Beluffi, F.Gualdoni, BPL Arte, Banca popolar e di Lodi (catalogo SKIRA)

MENS AEQUOREA, curated by C.Frequellucci, Galleria Percorsi Arte Contemporanea, Rimini

ALEIFAR, curated by di Stefano Castelli, Galleria Rotta Farinelli, Genova

2011

ECUMENE|TERRA DA ABITARE, curated by F.Baboni-S.Taddei, Sala Espositiva Telemaco Signorini, Portoferraio

LA NATURA ORGANICA DELLA MEMORIA GENERA L’OPERA, curated by E. Beluffi, Sala dei Decurioni – Palazzo del Comune, Cremona

LA NATURA ORGANICA DELLA MEMORIA GENERA L’OPERA, curated by E. Beluffi, Galleria Nuovo Spazio, Piacenza

2010

I RESTI DEL TEMPO, Galleria Federico Rui, Milan (Italy)

BLACKCOAL, curated by di Natalia Vecchia, Galleria ZeroOtto, Lodi

 2009

NO MORE ME, Bell Roberts Gallery, Cape Town, South Africa

2007  

QUIA PULVIS, curated by Fabrizio Dentice, Galleria Pittura Italiana, Milano

DE UMBRIS IDEARUM, curated by Fra. G. La Rocca, Galleria L’Ariete, Bologna

2006

SILENZI, curated by F.Gualdoni, Galleria L’Ariete, Bologna

ANDREA MARICONTI, curated by Maurizio Sciaccaluga, Galleria Pittura Italiana, Milan

2004

NOZZECHIMICHE, curated by Galleria Pittura Italiana, Spazio Cailan’d, Milan,

RUMORE BIANCO, curated by Francesco Gesti e Antonio Spadaro, Galleria Arturarte, Nepi

RI-TRARRE, curated by Paolo Klun, Home Gallery, Napoli

2003

INTERFERENZE, Spazio S. Fedele, curated by Antonio Spadaro e Rodolfo Balzarotti, Milan

 

GROUP SHOW

2018

POSITIONS|BERLIN, curated by L.Catucci gallery, Berlin

2013

SUBLIMATE, SUBLIME, SUBLIMINAL, Underdog Gallery – Lloyd’s club, curated by di A.Rankle, London

2012

IL DIVINO NELL’ARTE CONTEMPORANEA, Museo dei Brettii, curated by V. Sgarbi, Cosenza

VIVA PALERMO E SANTA ROSALIA, Palazzi Costantino e Di Napoli ai Quattro Canti, curated by G. Intra Sidola, Palermo

IL PASSATO RIEDITATO, Galleria Bianca Maria Rizzi & Mathias Ritter, curated by E.Beluffi, Salone Internazionale del Mobile, Milano

UNESCO International Bioethics Art Prize, MD Anderson Cancer Centre, Huston (Texas USA)

2011

FUNDAMENTUM ARTIS: ALBANESE-CHIA-CODAZABETTA–FERLINGHETTI-DARIOFO-MARICONTI-MENDINI-MORET-PELLEGRINI–PETRACCHI-PIZZICANNELLA, curated by di R.Z.Bongiovanni, Unicredit Private, Bologna

UNESCO INTERNATIONAL BIOETHICS ART PRIZE, The United Nations General Assembly Hall, New York (USA)

2010

MATERIA È MEMORIA, curated by Emanuela Agnoli, Galleria Percorsi, Rimini (Italy)

NATURAE, Galleria Zerootto, Lodi

IL CANTO DEGLI ALBERI, Galleria Federico Rui, Milan (Italy)

2009

WALKIN’ VENICE OPEN GALLERIES, Meggiato Fine Arts, Venice (Italy)

New art gallery, Wasescha+Meggiato, S.Moritz (CH)

2008

FIGURATI!, Museo Officina delle Arti, Reggio Emilia (Italy)

2007

PREMIO CAIRO, Museo della Permanente, Milan (Italy)

LA NUOVA FIGURAZIONE ITALIANA… TO BE CONTINUED, curated byi Chiara Canali, Fondazione Borroni, Milan (Italy)

SUMMER CONTAINER, Galleria Goethe 2, Bolzano

L’OMBRA DEL DUBBIO, curated by Maurizio Sciaccaluga, Galleria Novato, Fano (Italy)

ALIENS, curated by di Sergio Curtacci, Spazio Novantanove, Venezia

LANDSCAPE, curated by Stefano Castelli, Galleria 35, Rieti

FIGURATI!, Galleria Pittura Italiana, Milano

2006

PER LE STRADE, curated by Emma Gravagnuolo e Franco Migliaccio, Hotel Delle Arti, Cremona (Italy)

VERTIGINI: IL FANTASTICO OGGETTUALE, curated by Silvia Pegoraro, XXXIX Premio Vasto, Palazzo d’Avalos, Vasto (Italy)

2005

CITTÀ DI CARTA: DA SIRONI AI CONTEMPORANEI, curated by Sandro Fusina, Galleria Pittura Italiana, Milano

PREMIO MORLOTTI 2005, curated byGiacomo Pellegrini, Imbersago (Italy)

EUROPE PROJECT, curated by Gianluca Marziani, Hart Diest Gallery, Diest (Belgium)

NUOVO ROMANTICISMO, Galleria Studio Vivo, Cremona

2004

SACRO, curated by Silvano Petrosino, Centro S. Fedele, Milan(Italy)

LA FENICE PRIZE, Venice, (second prize) (Italy)

SALON DI SCENOGRAFIA 2004 – il mestiere dello scenografo, Accademia di Brera, Milan (fisrt prize) (Italy)

2003

CALEIDOSCOPIO DI BRERA, curated by Andrea Del Guercio, Collegio Cairoli Università degli Studi, Pavia (Italy)

(S)PAESAGGI E DINTORNI, Galleria Pittura Italiana, Milan (Italy)

2002

RITORNO AD ITACA, curated by Andrea Dall’Asta, Centro S. Fedele, Milan (Italy)

PREMIO CDZ 2002, curated by Elena Pontiggia, Galleria Ponte Rosso, Milan (Italy)

2000

SALON I 2000, Museo della Permanente, Milan (Italy)

LA RISCOPERTA DELL’IMMAGINE DI VIGILIO NELL’AUTENTICITÀ E SENSIBILITÀ ODIERNA, Museo Diocesano Tridentino, Trento (first prize) (Italy)

 

 

 

LUIGI MASSARI

 

Visual artist and specialist working in the field of culture. He lives and works in Milan.

Luigi Massari was born in Bari and graduated in Painting and Pedagogy and Art teaching at the School of Fine Arts in Lecce, Italy.

He has taken part to many exhibitions in both private and public art galleries and spaces, in Italy and abroad.

Thanks to the synergy with the curator Andrea Lacarpia, in 2012 he opens Dimora Artica in Milan, a project space dedicated to the identification and connection between the traditional culture and the new trends in contemporary art.

Luigi Massari’s research ranges from painting to sculpture, but no interruption breaks the smooth continuity of his work, which gives birth to intermediate objects of a quite ambiguous practical functionality: work devices for painting or celebrative remains surrounded by an auratic imaginary.

The whole artwork contributes to give birth to a sort of degraded Epic, where the order disintegration aims to create an alternative order, a myth filled with a dual sense: mythology, as myth is a relic of the past, and mythography, as myth rewrites the present.

Set between stratifications and anchorage to sign, Massari’s work is consciously kept at a primordial state, which allows him both to put into effect acts aimed to remodel reality and to propose a dialogue between tradition and contemporaneity.

 

SELECTED SOLO EXHIBITIONS

2016

ANALOGHÌA, Castello Carlo V, Lecce, with Matteo Fato e Luigi Presicce, curated by Lorenzo Madaro

2014

POLARITIES, Av17 Gallery, Vilnius, Lituania, curated by Kristina Mizgiryte and Andrea Lacarpia

2013

LA VERA NAVIGAZIONE È MORTA, Studio Vetusta, Modena, curated by Andrea Lacarpia

2012

NOSTOS, RizHoma.housegallery, Palermo, curated by Martina Colajanni

 

SELECTED GROUP EXHIBITIONS

2018

CARTA CANTA #2, Spazio 74/b, Milano, curated by Samuele Menin

PAINTERS-PAINTING-PAINTERS, Mars, Milano, curated by Lorenza Boisi

NoPLACE4, Ex Ceramica Vaccari, Santo Stefano di Magra (Sp)

TO KEEP AT BAY, Galleria Bianconi, Milano, curated by Lorenzo Madaro

2017

PITTURA ITALIANA CONTEMPORANEA, CARS, Omegna, curated by Lorenza Boisi

PATHOSFORMEL, Current Space, Milano, curated by Andrea Lacarpia

STUDIO FREUD, B&G, Studi Festival, Milano, curated by Fabio Carnaghi

PAINTERS CLUB, VIR Viafarini-in-residence, Milano

2016

ZONA CONTIGUA, Spazio 74/b, Milano (performance), curated by Samuele Menin

PAESAGGIO DI PAESAGGI, Galleria Bianconi, Milano

CANTIERI RADETZKY, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, curated by Andrea Lacarpia

PICCOLO COMPENDIO D’ISTRUZIONI DI PITTURA vol.2, Galleria Bianconi, Milano

2015

PREMIO VIVIANI, (finalists exhibition), Villa Brivio, Nova Milanese (Mb)

SIMBOLISIMO COSTRUTTIVO, Fabbrica del Vapore, Milano

UN AMORE ASIMMETRICO, Galleria Bianconi, Milano, curated by Andrea Bruciati

VASI COMUNICANTI, MIDEC – Museo Internazionale Design Ceramico, Laveno Mombello

CONTEMPORARY WORDS OF ART, Sala Santa Rita, Roma

2014

L’ATELIER DEL PITTORE, The Workbench, Milano

SEANCE ROOM, Galleria Cart, Monza

STO* DISEGNANDO!!! / Rysuję, galleria V9, Varsavia

VIDEOSLAM, Augeo Art Space, Rimini

KRAINO, Must, Museo Storico Città di Lecce, Lecce

2013

QUESTO GALLO ANNUNCIA LA LIBERTA’, Ex Carceri le Nuove, Torino (performance)

LAST YOUNG, Under 35 in Italia, Villa Brivio, Nova Milanese (Mb)

TERZO TRAMONTO, Cavalcavia Bussa, Milano (performance)

STATI DI ALLUCINAZIONE, L.E.M., Sassari

2012

LONTANI COME RAMI GALLEGGIANTI, Ex Collegio dei Gesuiti, Alcamo (Tp)

CONVIVIUM, Zelle Arte Contemporanea, Palermo

PREMIO COMBAT 2012, (finalists exhibition), Museo Civico G. Fattori, Livorno

NADSAT rituali e linguaggi della giovinezza, Palazzo Ducale, Pavullo nel Frignano (Mo)

ALESSANDRO DEL PERO

ALESSANDRO DEL PERO (1979, BOLZANO) Alessandro Del Pero si è laureato in Architettura all’Università di Firenze (2005). Si avvicina alla pittura come autodidatta proprio durante il periodo degli studi a Firenze. Dopo qualche anno di lavoro in studi di architettura, si trasferisce a Barcellona (2007-2010) dove comincia a sviluppare intensamente la pratica pittorica e dove realizza le sue prime mostre personali. Rientra a Bolzano per due anni e nel 2012 si trasferisce a New York. Realizza tre mostre personali nella grande mela e nel 2015 gli viene dedicata una mostra al MARGS, Museo di Arte del Rio Grande do Sul a Porto Alegre, Brasile. Le opere di Del Pero sono parte  di collezioni pubbliche e private in Italia, in Spagna, in Germania, negli Stati Uniti, in Venezuela ed in Brasile. Dal 2014 Alessandro Del Pero vive e lavora stabilmente a New York.

PRINCIPALI MOSTRE PERSONALI

2018 – OGNI GIORNO Südtiroler Künstlerbund, Galleria Prisma – Bolzano (Italy)

2016 – DE LA SERIE WIRED Y OTROS ACERCAMIENTOS PICTORICOS Museo de Arte Acarigua Araure – Acarigua (Venezuela)

2016 – WIRED SERIES Cara Gallery – New York (U.S.A.)

2015 – O ATELIER COMO AUTORRETRATO MARGS Museu de Arte do Rio Grande do Sul – Porto Alegre (Brasil)

2014 – SCULPTED PAINTING Alessandro Berni Gallery – Perugia (Italy)

2013 – ESSENCE Tazza Gallery – New York (U.S.A.)

2013 – PAINTINGS Galerie T – Düsseldorf (Germany)

2012 – EFFORT Tazza Gallery – New York (U.S.A.)

2010 – VORREI MA NON SONO Gracia Arts Project – Barcelona (Spain)

2009 – VIP Gracia Arts Project – Barcelona (Spain)

PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE

2016 – IT OCCURS TO ME THAT I AM AMERICA Italian Cultural Institute – New York (U.S.A.)

2013 – ITALIAN VIBRATIONS Provenance Center – New London (U.S.A.)

2012 – PANORAMA 4 Fortezza (Italy)

2011 – CENTOCINQUANTA Macò – Lizzano (Italy)

2011 – LA MIRADA SAGRADA DEL ARTISTA Galería Echevarría – Santa Cruz de Tenerife (Spain)

Postwar 13/11/2017 – 03/12/2017

Dal tradizionale tentativo di imitazione e rappresentazione della natura, ai percorsi interpretativi, spesso ostacolati nel loro definirsi, per giungere alle astrazioni e alle dissoluzioni della materia. Approcci e modalità oggi perfettamente inseriti nella contemporaneità attraverso una “contaminazione” di linguaggi, di ricerche e di pratiche in cui significati, scorci e prospettive sono fonti di connessioni e convergenze.

La “contaminazione” diventa oggettivata nella narrazione realizzata per gli spazi di Isorropia Home Gallery con Postwar, una collettiva di artisti differenti per esperienze e tecniche.

Antonella Aprile, Monica Grycko, Kelly Halabi, Taisia Korotkova, Matteo Lucca e Nico Mingozzi si misurano con l’instabilità generata dal conflitto, dalla crisi e dalle fratture di un mondo lacerato da traumi. Contrapposizioni, ostilità radicata, dramma esistenziale e collettivo, sono condizioni attraverso cui elaborare un comune senso di angoscia, tradotto e materializzato in oggetti che diventano simboli e testimoni di un universo post nucleare. Tutto è conseguenza dell’indeterminatezza del mondo che costringe a ridefinirne i contorni, non solo geografici. La provvisorietà conduce a una natura alterata, distrutta, alla quale restituire un’umanità attraverso ibridazioni, esperimenti, prototipi di umanoidi che assumono forme e consistenze diverse.

Lo scenario apocalittico di Postwar trova un luogo capace di creare componimenti omogenei, “bilanciandone” i pesi, trasfigurando e alterando quell’analisi lucida emersa dall’agire individuale degli artisti. Isorropia Home Gallery è un contenitore, ibrido anch’esso, nato per una funzione specifica, quella dell’abitare, in cui l’”equilibrio” (dal greco “Isorropia”) trova una sua dimensione estetica. Un nitore acromatico che si apre a inaspettate tinte e volumi. Uno spazio privato che diventa pubblico secondo modalità precise. L’ingresso è a invito e la mostra dura un mese, periodo sufficiente alla casa per mutare la sua dimensione. Svuotato di ogni oggetto personale e quotidiano, occultato e dissimulato, lascia completa libertà alle opere ospitate di conquistare angoli e pareti. Insediamenti “urbani” perfettamente integrati ai quali abituarsi seguendo nuovi accordi visivi. Terreno di condivisione, divulgazione e diffusione dell’arte contemporanea in cui la relazione artista-pubblico è diretta, personale, non mediata.

I progetti nascono attraverso un procedimento induttivo, postulato dalla conoscenza del particolare, dall’analisi delle opere e dalle ricerche degli artisti per attivare connessioni, individuare analogie, percorsi comuni, pur nella diversità delle pratiche. Un sentire che traspare mutuato dalla contingenza dei tempi e dalle congiunture sociopolitiche.

Bread-man di Matteo Lucca (Forlì, 1980) è esempio della riproducibilità dell’uomo. I calchi di visi, posti in sequenza sulle pareti di una delle stanze, diventano proiezioni di vite future o futuribili (?). Gli uomini di pane sono sculture di pane e resine a dimensione naturale, allestiti in successione continua nella sala. Duplicati e riprodotti nella serialità dell’operazione meccanica, che per l’artista diventa una tecnica artigianale, si fanno presenze aliene in dialogo con lo spettatore. Esemplari realizzati con un bene necessario all’uomo, presente fin dall’antichità e che ritorna alle origini, come un archetipo, per essere restituito alle generazioni.

Il concetto della reiterazione lo troviamo in Reproduction di Taisia Korotkova (Mosca, 1980). Nuove tecnologie e sperimentazioni, la possibilità della riproduzione anche per l’uomo, la selezione dei feti, i soggetti raffigurati nelle tele dell’artista che usa la pittura attualizzando l’esigenza di una possibile ripopolazione. In Closed Russia, invece, architetture di stabilimenti abbandonati, sono prospettiva rovinosa la cui raffigurazione assume connotazioni vagamente pop attraverso un dipingere carico, denso e pastoso dai colori sgargianti e vividi.

Per Nico Mingozzi (Portomaggiore, 1976), il processo di ricostruzione avviene attraverso la memoria. L’archivio fotografico collettivo diventa documento da cui partire per tracciare una storia recuperata direttamente nei mercatini. Attraverso immagini di grandi dimensioni o ridotte, solitarie o assemblate seguendo un puro formalismo, le identità estinte sono mutate, cancellate, neutralizzate nella loro forma. L’apparente inquietante violenza del gesto, con cui l’artista taglia, cuce con le graffette e cancella con quel fare ossessivo e maniacale, crea un processo estetico dominato dalla possibilità di generare nuove individualità.

Individualità che Monica Grycko (Varsavia), invece, plasma con la ceramica, materiale al quale destina sembianze atipiche generando sculture antropomorfe, esseri immaginari frutto di mutazioni alle quali attribuisce fattezze umane. Donne ibride, TotemRat Mother o animali con corpi reali sui quali sono montati dei teschi di creature ignote diventano sconosciute generatrici di una nuova, mista, umanità.

Nell’immaginario di Antonella Aprile (Taranto, omissis) le categorie estetiche del mostruoso e del deforme, si placano abbozzando disegni che raffigurano e interpretano trame di natura inserite in nuovi erbari. Agisce attraverso gesti delicati tracciati sulla carta con la grafite e le tempere. Opere singole o trittici come Filter3, in cui gli elementi vegetali, reali o immaginati, dialogano con innesti contemporanei come la gelatina da teatro blu, posta sullo sfondo o ancora accompagnati da interferenze geometriche. Il dialogo tra il mondo “trascendente” e quello “sensibile” si fa lento e indaga le possibilità delle forme e del loro dissolversi.

La materia si appresta a mantenersi salda sulla tradizione nelle marmoree e bronzee sculture di Kelly Halabi (Parigi, 1991). L’artista crea un panorama naturale decostruito in cui i resti, le rovine e le residualità della deflagrazione segnano, impietosi, la terra. Arida e inospitale, genera originali forme terrestri e mappa una nuova geologia carica di fratture della materia, di incisioni e apparenti precarietà che rimandano a certi paesaggi carsici cinesi.

Postwar è un territorio immaginario emblema del dramma della vita e della morte. Suggellato da una inquietudine progressiva di ricostruzione del ricordo, della memoria e della materia, crea mutanti e creature postfuturiste, per ripopolare i paesaggi stranianti, industriali, sorti dal costituirsi della natura, seguendo nuove tracce. Ristabilire un “equilibrio” che sollevi dal sentimento di afflizione è ricerca ineluttabile e essenziale, riconducibile a quell’universo autentico che li ospita, a quel candore che si presta come “habitat” ideale.

Elena Solito

Courtesy : formeuniche.org

DINA GOLDSTEIN 18/10/2017

Dina Goldstein is a Canadian photographer working with large-scale tableau, exploring elements of the human condition, through the lens of Pop Surrealism. Dina’s career began as a photojournalist, editorial and commercial photographer. She describes her early work as photo-anthropology, where she documented and exhibited portraits of Palestinians, Gamblers, Teenagers, Weightlifters, Wrestlers and various other subcultures. Dina was inspired by personal events when she created the highly conceptual ‘Fallen Princesses’. The series questions the “happily ever after” motif created by Disney and Western society. The project was a huge online success and continuously goes viral. She continued with a tradition of fine detailed productions with her second major body of work ‘In the Dollhouse’, a 10-part sequential narrative that takes place within a very pink adult sized Dollhouse belonging to Barbie and Ken. Dina released ‘Gods Of Suburbia’, her most complex photographic initiative. Dina participates in festivals and exhibits in commercial, public galleries and museums internationally.

Exhibition 28/03/2017 – 17/04/2017

BOCCANERA  GALLERY

DRIFTERS (Valentina Miorandi+Sandrine Nicoletta) were born in London (UK) in 2014. They lives and work in London (UK).

DRIFTERS (Valentina Miorandi + Sandrine Nicoletta) is an art duo born with the interest in weaving directions, exploring places and people through a heuristic approach. Valentina Miorandi and Sandrine Nicoletta, whose background is based on public art and exhibition design, are interested in a curatorial approach within their artistic practice. Currently they are working on a long-term discursive research project that operates as umbrella to growing series of events, apparitions, trekkings, video and writing projects.

Valentina Miorandi was born in Trento (IT) in 1982.

Valentina Miorandi is a visual artist and exhibition designer.
She has a B.A. in Theory and Practice of Thea- tre, University of Bologna (2005). She has won two fellowships for attending the M.A. in Filmmaking at the New York Film Academy (2006), the M.A in Director of Photography at the Escuela Superior de Cine- ma y Audiovisuales de Catalunya (2007) and the M.F.A at DAI-Dutch Art Institute in Arnhem (NL). Since 2008 she has created numerous multi-media projects at various cultural institutions in Italy and abroad. Valentina’s participatory ongoing projects (Heuristi Records, Turning Tables, Bread) have involved communities in order to create new forms of art production based on the common good.

Sandrine Nicoletta was born in Aosta (IT) in 1970.
Sandrine Nicoletta is an artist and performer with a background in the social field. She has 20 years of experience in research and artistic practice in public places, as well as an international exhibition curriculum. She graduated from the Fine Arts Aca- demy of Bologna, participated in many artists-in-residence pro- grams and comple- ted her Master in Fine Arts at the University of the Arts, London (UK).

Nebojša Despotovi was born in Belgrade (SRB) in 1982.
He lives and works in Berlin (D).

Nebojša Despotovi thoroughly exploits the collective and personal iconograhic heritage recycling old photographs and images, newspapers, books, handbooks and magazines, which are the starting point for the artist to create his pantings. Despotovi’s research, which pays particular attention to the definition and repre- sentation of the concept of identity, only apparently saves these images from the oblivion of time: covered and altered with painting they acquire an indefinite and outdated character which takes them back to a remote past.

In 2006 he achieved a bachelor degree in painting at the Academy of Fine Arts of Venice. In 2011 he won the residence at the prestigious Bevilacqua La Masa Italian Foundation and has been selected at the 54th Venice Biennial to represent the Italian Art Academies in the Arsenal section. He received many eulogies and prizes. In 2012 he won the Euromobil Under 30 Prize at Art Fair in Bologna and the Mango Young Artist Award of Swab in Barcelona Fair. In 2013 he won the Collectors for Celeste prize for the Raw Zone, experimental area of ArtVerona Fair. In 2015 he won the special Art Prize in Arte Fiera Bologna and in 2016 the Rotari Prize at ArtVerona. His expositions are countless in many public and private spaces. In February 2014 his second solo show “Silent Fracture” at Boccanera Gallery in Trento, curated by Maja iri. In May 2014 the Capodimonte Museum of Naples hosted the talk with artist entitled “Still life of Nebojša Despotovi” curated by Angela Tecce and Eugenio Viola. In 2015 Treviso Ricerca Arte foundation hosted the double solo show of Nebojša Despotovi with Enzo Cucchi entitled “La pelle di Serpente”. Currently he exhibits in the group show This is Today (Piran Town Gallery, SLO) devoted to artists of the last decade of the Academy of Venice, in Rome by Monitor Gallery with Malutta Foundation. In May 2017 the first solo show in Mosca by Triangle Gallery and in September 2017 the first Solo Show in NYC by Ierimonti Gallery.

Z2O SARA ZANIN GALLERY

Alessandro Roma (Milan, Italy, 1977) works with several materials from drawing to installation and plays with the notions of perceiving what is undefined. His works are linked to the classic themes of landscape painting tradition, they explore their boundaries and shirk formal techniques in favor of an on-going melding between memory and imagination. Nature is interpreted as an enchanted place where unforeseeable metamorphoses take place, generated by the unpredictability of a “free” vision and at the same time by the attempt to fix them, through mastery, in new formal structures. Imagination plays a central role in the artist’s practice: both at the onset of the work production and in its fruition. 
These are instants of a fragmented space capable of recomposing itself – rather magically, in a dream-like unit within a resonating balance where the subconscious dimension emerges as a fundamental value.  His works leave enough room for viewers to constantly and newly re-interpret the image. His works tend to elicit a special kind of catharsis of the eye, by inviting the viewer to plunge into a personal labyrinth of memories, references and suggestions.

Paper, card and books have a fundamental value in the work of Ekaterina Panikanova (St. Petersburg, Russia, 1975), whose research is mainly centered around a deep “psychological” reflection on individuals, on archetypes and on memory. Everyday life is generally anchored in the past and thus both our present and our future are strongly bound to our past experience. Ekaterina Panikanova uses old books from different countries, she chooses the pages and reads the texts: the wear and tear, underlines, notes and scribbles, enable the artist to perceive the personalities of people who have read them. They also represent a body of rules, dogmas, traditions, religious beliefs and scientific discoveries which, right or wrong for their time, yet free human beings, and enclose them in a cage, simultaneously.
Bicycles, rocking horses, pies, animals are frequent symbols in her work and they are used to convey the idea of animal instinct, of the traditions and, in the case of fire, as a metaphor to symbolizing our ability to see, to warm ourselves and to invent but also as a symbol of dictatorship, censorship and obscuration.

Alessandro Roma (Milan, Italy, 1977) lives and works in Milan. Amongst his recent solo shows: Yamamoto Keiko Rochaix (London, forthcoming, 2017); Swamp (Museo di Villa Croce, Genova, 2016); One foot in the world and the other in the stillness (z2o Sara Zanin Gallery, Rome, 2016); Coburn project (London, 2015); Coburn Projects (London, 2015); Locus Amoenus (Sobering Gallery, Paris, 2014); Enclosure (Paradise Row Gallery, London, 2013); Humus (Mart Museo di Arte Moderna e Contemporanea, Rovereto, 2011); Sites of action (Scaramouche Gallery, New York, 2011). A selection of his group shows includes: La Pelle (Fondaco, Bruxelles, Belgium, 2016); Biennale del disegno Rimini (Rimini, 2016); Le stanze d’Aragona (Villino Favaloro and Rizzuto Gallery, Palermo, 2015); Drawing Biennial 2015 (Drawing Room, London); Drawing (z2o Sara Zanin Gallery, Rome, 2014); Everything is About to Happen (Corvi Mora, London, 2014); Lucie Fontaine: Estate (Marianne Boesky Gallery, New York, 2012).

Ekaterina Panikanova (St. Petersburg, Russia, 1975) lives and works in Rome. Among her recent solo and group shows: Metamorphoses (Pornbach, 2016); Rimini Drawing Biennale (Rimini, 2016); Safari Moon (Galleria Visionnaire, Milan, 2015); Uomo e spiritualità (Gambolò, Italy, 2015); Crepuscoli (z2o Sara Zanin Gallery, Rome, 2014); Almost Human (Converge Gallery, USA, 2014); Edra (Russian Institute of Culture, Rome, 2014); Torta di Ciliegie Nere (MIC Museo Internazionale di Ceramica, Faenza, 2014); Parlons d’elle (Palazzo Farnese, Rome, 2013);  Bazaar (Barbarian Art Gallery, Zurich, Switzerland, 2013); Uno due tre fuoco (z2o Sara Zanin Gallery, Rome, 2012); Russian archives, Barbarian Art Gallery, Zurich, Switzerland, 2012); 11 allunaggi possibili (Ca Zenobio, Venice, 2011); Concordances (Palazzo Farnese, Rome, 2012). Her works are featured in the most important collection in Italy and abroad and she participated in the most important international art fairs such as Art Miami, Art Context Miami and Pulse New York: In Europe she is represented by z2o Sara Zanin Gallery e in the United States she works with Converge Gallery.